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AGRINIDO

I bambini sono fiori da non mettere nel vaso:
crescono meglio stando fuori con la luce in pieno naso.
Con il sole sulla fronte e i capelli ventilati:
i bambini sono fiori da far crescere nei prati.


Roberto Piumini



I BENEFICI DEL CONTATTO CON LA NATURA

I benefici derivanti dal contatto e dall’interazione con la natura sono numerosi ed evidenti:
Stimolazione dei sensi

Nella natura vi è una continua stimolazione di tutti i sensi, non solo di quelli solitamente privilegiati dalla pedagogia tradizionale, cioè la vista e l’udito, ma anche il tatto, l’olfatto e il gusto. Nella natura tutti i sensi sono ugualmente messi in gioco da un’infinità di situazioni e oggetti che l’ambiente naturale mette continuamente a disposizione. Mentre la stimolazione eccessiva ed esclusiva della vista e dell’udito possono portare affaticamento, la sollecitazione diffusa di tutti i sensi provoca piacere e rilassamento.


Equilibrio tra mente e corpo

Attraverso l’interazione con la natura si promuove un equilibrio tra mente e corpo, tra sviluppo cognitivo ed esperienze reali. In questi ultimi anni si assiste a uno spostamento sempre maggiore verso una forma di educazione dei bambini che procede enfatizzando la comunicazione mediata, simbolica, astratta, a scapito del contatto diretto, concreto, sensibile con le cose. A risentirne non è soltanto l’esercizio e il benessere del corpo, ma anche l’apprendimento stesso che viene così svincolato dall’esperienza diretta e acquisito soltanto tramite persone o mezzi.

Spazio al movimento
Lo spazio aperto è quello che più permette di muoversi in libertà utilizzando ogni parte del corpo. In natura non c’è limite al correre, saltare, camminare, rotolare, arrampicare, strisciare. I bambini possono sviluppare notevolmente le loro capacità fisiche: dalla coordinazione all’equilibrio, dalla resistenza alla forza. Muovendosi in libertà e affinando sempre di più i propri movimenti aumentano naturalmente la propriocezione e l’autocontrollo. Il bambino piccolo è un essere in continuo movimento, egli esplora e conosce il mondo attraverso il movimento. Non solo impara ad abitare il mondo, ma diventa sempre di più anche l’abitante del proprio corpo. Così come le esperienze sensoriali vanno ad alimentare e quindi a stimolare determinate aree del cervello nel corso del loro sviluppo, anche il movimento del corpo trasmette degli impulsi funzionali allo sviluppo di determinate aree cerebrali, mettendo in evidenza la stretta relazione tra lavoro del corpo e lavoro della mente. Attraverso questo scambio di informazioni e risposte tra i muscoli e il cervello, tra le cellule muscolari e quelle nervose, il bambino può andar via via migliorando e perfezionando non solo le sue prestazioni fisiche, ma anche le sue capacità psichiche e intellettive.

Scoperta e meraviglia
La natura è il luogo privilegiato dell’avventura e della scoperta. E’ il luogo dell’inatteso, in cui ogni giorno possono accadere cose inaspettate, inimmaginate: tutto è in continuo cambiamento, ogni giorno e ad ogni passo c’è qualcosa di diverso rispetto al precedente. La natura è anche il luogo dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo. Questo non può che coinvolgere profondamente, destare stupore e meraviglia.

Accogliere ciò che è
Oggi c’è il sole, domani piove, un altro giorno tira un forte vento, al temporale seguirà l’arcobaleno. Nella natura possiamo accogliere tutto senza giudizio e trovare più facilmente il lato positivo delle cose e del loro incessante mutare.

Lo spazio per stare soli e per poter non essere osservati
Così come si ha bisogno della compagnia degli altri e della socializzazione, si ha altrettanto bisogno di momenti in cui appartarsi in solitudine. I bambini amano costruirsi nascondigli, amano nascondere oggetti e nascondere se stessi. L’apparire e lo scomparire, il visibile e l’invisibile sono possibilità che affascinano tantissimo i bambini sin dalla più tenera età.

Il rumore si dilegua e si sentono i suoni
In un ambiente aperto il suono ha una dinamica completamente differente rispetto a un ambiente chiuso. Il suono non rimbalza, non rimbomba, ma si disperde. Questo consente non solo di poter alzare più liberamente la voce senza disturbare nessuno, ma permette anche di percepire suoni altrimenti non udibili perché soffocati da un brusio di sottofondo.

Tempo disteso
Il seme ha bisogno di tempo per germinare; il bambino ha bisogno di tempo per crescere, per imparare, per diventare uomo. Ci sono dei tempi di sviluppo che devono essere rispettati e la cui accelerazione non porta aspetti positivi: prima di camminare bisogna gattonare, prima di leggere e scrivere bisogna giocare, prima di pensare bisogna muoversi.

Creatività e immaginazione
I processi della creazione e dell’immaginazione utilizzano elementi presenti nell’ambiente, esteriore  o interiore o entrambi, per dare vita a qualcosa che ancora non c’è. Questo è un processo al quale in natura assistiamo costantemente: in un ciclo continuo di nascita e morte ogni cosa continuamente si trasforma e la creazione non cessa mai. La natura offre materie prime non solo per la sopravvivenza, ma anche per l’immaginazione e la creatività dell’uomo. Un oggetto naturale ha ancora le potenzialità di trasformarsi in qualsiasi cosa ed è solo lo sforzo immaginativo e creativo del bambino a completare l’operazione. Nella natura viene stimolato il pensiero divergente: intuito, iniziativa, capacità di trovare soluzioni diverse per uno stesso problema, di esplorare la realtà e di vederla sotto aspetti diversi, di usare in modo nuovo mezzi di espressione noti e di trovare mezzi e modi nuovi di espressione.

Salute fisica
I vantaggi dell’aria aperta per la salute fisica sono riconosciuti da tempo. L’ambiente naturale può essere visto come luogo di cura, ma è anche luogo di prevenzione: in un ambiente sano il corpo non solo più facilmente guarisce, ma anche più difficilmente si ammala. Si riconosce infatti ancora oggi l’importanza dell’aria aperta e del movimento per un sano sviluppo del bambino.

Vantaggi per l’ambiente
Quando si da ai bambini la possibilità di stare nella natura, di interagire e instaurare con essa un contatto intimo e diretto, non si fa del bene solo ai bambini ma anche alla natura stessa. Ciò che viviamo nell’infanzia lo portiamo dentro di noi  per tutta la vita e costituisce un vissuto e un ricordo  e influenza il nostro agire da adulti. Uno degli approcci per far fronte ai disastri ambientali a cui stiamo assistendo è quello di offrire ai bambini occasioni di stare e giocare nella natura, di far crescere il loro mondo interiore nutrendoli di esperienze vissute in contesti naturali. Questo approccio privilegia la gioia l’amore, parte dall’azione, agisce come prevenzione, risveglia un sentimento che poi diventa capacità di riflettere criticamente sulle cose e di agire con consapevolezza.


La più grande, la più importante, la più utile
regola di tutta l’educazione?
E’ di non guadagnare tempo,
ma di perderne.
Jean-Jacques Rousseau

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Caratteristiche di un agrinido (un nido in fattoria, nella natura) sono:

- La natura, con la sua fonte inesauribile di opportunità di gioco, stimola nei bambini la fantasia, la curiosità e la creatività.
- Il contatto diretto con la natura consente ai bambini di riconoscere spontaneamente il valore dell’ambiente naturale.
- Nel gioco libero, associato a una routine quotidiana, i bambini imparano ad intessere le loro relazioni sociali e anche a risolvere i conflitti.

NATURA E GIOCO
La dimensione in assoluto più spontanea e naturale in cui vivono i bambini quando sono lasciati liberi di esprimersi nella natura è la dimensione del gioco. Il gioco è un fenomeno esistenziale profondo, che riveste un ruolo essenziale nel processo di crescita, di formazione e sviluppo integrale della persona. Il gioco appartiene innanzitutto al bambino: è la sua prima attività spontanea, che egli vive con grande coinvolgimento e serietà, e attraverso la quale incomincia a conoscere se stesso e a entrare in relazione con il mondo. Il gioco è un’attività motivata dall’interno e costituisce un mezzo attraverso il quale l’ambiente viene sperimentato e conosciuto, la realtà manipolata e trasformata. I bambini giocano ad attività che riproducono il mondo reale, il proprio vissuto e il suo ricordo, e al contempo sviluppano l’immaginazione e la capacità di simbolizzazione. La comunicazione, la socializzazione, il fare da sé, la costruzione creano nel gioco l’occasione per espandere ed esprimere le potenzialità formative del bambino. Il gioco è per sua natura educante: è infatti attraverso di esso che il bambino impara a sperimentare il valore delle regole, a stare con gli altri, a gestire le proprie emozioni, a scoprire nuovi percorsi di autonomia e a sperimentare per tentativi ed errori le sue convinzioni sulle cose e sugli altri.

L’amore e il rispetto per la natura non sono valori da instillare dal di fuori ma sono impulsi che nascono dall’interno, bisogni primari che vanno soddisfatti. Qui sta la responsabilità dell’adulto ad avere cura di educare, nel senso originario del termine, cioè di tirare fuori queste qualità che sono già presenti nel bambino e che, come tutti i semi,  potranno germogliare solo se trovano l’ambiente adatto. “L’educatore con il suo intervento dà la possibilità a quest’uomo più grande che preesiste nell’interiorità del bambino, di espandersi: non lo crea ma si limita a liberarlo."


I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE
- Il diritto all’ozio, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti.
- Il diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti.
- Il diritto agli odori, a percepire il gusto degli odori, a riconoscere i profumi offerti dalla natura.
- Il diritto al dialogo, ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare.
- Il diritto all’uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco.
- Il diritto al buon inizio, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pulita.
- Il diritto alla strada, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade.
- Il diritto al selvaggio, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi.
- Il diritto al silenzio, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua.
- Il diritto alle sfumature, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle.

Gianfranco Zavalloni




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